Accordo UE-Mercosur: dazi più bassi per chi importa abbigliamento, tessuti e calzature dall’Europa

Dal 1° maggio 2026 Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay applicano l’accordo commerciale tra l’Unione europea e il Mercosur. Sui prodotti di origine europea i quattro paesi applicano da quella data un dazio ridotto, che scende ogni anno fino a zero. Per l’abbigliamento e per i tessuti lo zero arriva nel 2034, per le scarpe in pelle nel 2041.

Un prodotto Made in Italy, però, non è sempre di origine europea. Una giacca confezionata in Italia con un tessuto prodotto in Asia è Made in Italy, ma per l’accordo non è di origine europea. Su quella giacca l’importatore paga il dazio pieno, cioè quello in vigore senza l’accordo.

Chi acquista da più fornitori può quindi pagare dazi diversi su capi simili. Inoltre, se un fornitore dichiara un’origine europea che poi non riesce a dimostrare, la dogana chiede all’importatore il dazio che non ha pagato.

Quanto si paga nei quattro paesi

La tabella riporta il dazio pieno e il dazio ridotto. Il dazio ridotto si applica solo ai prodotti di origine europea e scende ogni 1° gennaio, sempre della stessa quantità, fino a zero.

Prodotto Paese Dazio pieno Dazio ridotto nel 2026 Dazio ridotto dal 1° gennaio 2027 Dazio zero dal
Abbigliamento Brasile 35% 31,1% 27,2% 2034
Abbigliamento Argentina, Paraguay, Uruguay 20% 17,7% 15,5% 2034
Tessuti di lana, seta, cotone e lino Brasile 26% 23,1% 20,2% 2034
Tessuti di lana, seta, cotone e lino Argentina, Paraguay, Uruguay 18% 16% 14% 2034
Scarpe in pelle Brasile 35% 32,8% 30,6% 2041
Scarpe in pelle Argentina, Paraguay 20% 18,7% 17,5% 2041
Scarpe in pelle Uruguay 25% 23,4% 21,8% 2041

 

Queste aliquote valgono nei casi più comuni. Le eccezioni principali sono quattro.

  • In Paraguay il dazio pieno è del 25% per alcuni capi di abbigliamento, tra cui le T-shirt e i pantaloni di cotone. Su questi capi il dazio ridotto nel 2026 è del 22,2%.
  • In Paraguay il dazio pieno è del 25% anche per le scarpe in pelle con suola in cuoio. Su queste scarpe il dazio ridotto nel 2026 è del 23,4%.
  • In Uruguay il dazio pieno è del 35% per alcune scarpe in pelle, tra cui quelle sportive. Su queste scarpe il dazio ridotto nel 2026 è del 32,8%.
  • In Paraguay il dazio pieno sui tessuti di cotone e di lino cambia secondo il tipo di tessuto.

Il dazio esatto dipende dalla voce doganale di ogni prodotto e va verificato prima dell’ordine.

Le scarpe con tomaia in tessuto e diversi modelli in gomma o in plastica sono esclusi dall’accordo. Su questi prodotti si continua a pagare il dazio pieno.

Quando un prodotto è di origine europea

L’origine europea, che le dogane chiamano origine preferenziale, dipende da regole diverse per ogni prodotto. Nei casi più comuni le regole sono queste.

  • Capi in tessuto, come giacche, pantaloni e camicie. La tessitura, il taglio e la confezione devono avvenire nell’Unione europea. Anche la fodera deve essere tessuta nell’Unione europea.
  • Maglieria. La lavorazione a maglia e la confezione devono avvenire nell’Unione europea.
  • Tessuti. La tessitura e almeno un’altra lavorazione, per esempio la filatura o la tintura, devono avvenire nell’Unione europea.
  • Scarpe. Le scarpe con un valore in dogana superiore a 35 euro devono essere montate nell’Unione europea, e la tomaia non può arrivare da un altro paese già unita alla suola. Per le scarpe di valore inferiore le regole sono più severe.

Il filato, nella maggior parte dei casi, può provenire da qualunque paese. Lo stesso vale per i bottoni, le cerniere e gli altri componenti non tessili. I tessuti prodotti in un paese del Mercosur valgono come quelli europei.

L’accordo prevede anche eccezioni e piccole tolleranze, che vanno verificate prodotto per prodotto.

Chi dichiara l’origine e chi paga se non è provata

L’origine è dichiarata dal fornitore che esporta la merce, con un testo standard riportato sulla fattura o su un altro documento commerciale. Senza questa dichiarazione la dogana applica il dazio pieno. Per le spedizioni di valore superiore a 6.000 euro il fornitore deve essere iscritto al REX, il sistema europeo degli esportatori registrati, e deve riportare il suo numero nella dichiarazione. L’importatore deve conservare la dichiarazione per almeno tre anni.

La dogana del paese di importazione può controllare la dichiarazione anche dopo lo sdoganamento. In questo caso chiede alle autorità del paese del fornitore di verificare i suoi documenti, che il fornitore deve conservare per almeno tre anni. Se entro dieci mesi l’origine non viene dimostrata, la dogana applica il dazio pieno e chiede all’importatore il dazio non pagato, anche quando la merce è già stata venduta.

La dichiarazione è un testo standard, uguale per tutti i fornitori. Leggendola, l’importatore non può sapere se il fornitore è in grado di dimostrare l’origine. Per questo l’origine va accertata prima dell’ordine.

Cosa chiedere a ogni fornitore prima dell’ordine

Chi importa grandi volumi chiede già ai fornitori documenti di spedizione precisi, tempi di consegna certi e l’uso dei propri spedizionieri. Con l’accordo si aggiungono quattro domande sull’origine, da fare prima di confermare l’ordine.

  • Dove sono stati prodotti il tessuto e la fodera? Per le scarpe, dove è stata montata la scarpa?
  • Quali documenti dimostrano la provenienza del tessuto?
  • Il fornitore è iscritto al REX?
  • La dichiarazione di origine sarà riportata in fattura per tutti gli articoli dell’ordine?

Per i lotti di stock le domande vanno fatte per ogni articolo, perché un lotto può riunire capi con tessuti europei e capi con tessuti di altra provenienza.

Le risposte servono anche a confrontare le offerte. In Brasile, su una spedizione di abbigliamento con un valore in dogana di 100.000 euro, un fornitore che dimostra l’origine fa risparmiare all’importatore 3.900 euro di dazio nel 2026 e 35.000 euro dal 2034. Negli altri tre paesi, dove il dazio pieno è del 20% per quasi tutti i capi, il risparmio è di 2.300 euro nel 2026 e di 20.000 euro dal 2034. Un fornitore con un prezzo più alto, ma in grado di dimostrare l’origine, può quindi costare meno, dazio compreso, di un fornitore con un prezzo più basso che non la dimostra.

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Dati tratti dal testo ufficiale dell’accordo interinale sugli scambi tra Unione europea e Mercosur (Gazzetta ufficiale dell’UE, L 2026/184) e dalla banca dati doganale Access2Markets della Commissione europea, aggiornati a ottobre 2026.

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